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“Nell’ambito del plasma esistono due fenomeni importanti: la riconnessione magnetica e la turbolenza”, ha detto Tai Phan dell’University of California, Berkeley. “Questa scoperta collega i due processi”. Phan e i suoi colleghi hanno utilizzato dati di MMS per provare che la nuova riconnessione magnetica avviene su scala più piccola in questa regione turbolenta, e crea getti di elettroni invece che di ioni. Tali elettroni si muovono 40 volte più velocemente rispetto agli ioni accelerati dalla riconnessione standard.

MMS utilizza quattro sonde identiche che orbitano in una formazione a piramide per studiare la riconnessione magnetica attorno alla Terra in tre dimensioni. Dal momento che le sonde volano incredibilmente vicine, sono in grado di osservare fenomeni mai visti prima. Inoltre gli strumenti di MMS sono studiati per catturare dati a velocità un centinaio di volte superiori rispetto ad altre missioni. Non è semplice catturare la riconnessione turbolenta in azione, perché richiede l’osservazione di fasci stretti di particelle ad altissima velocità. Ma gli scienziati sono stati in grado di individuare i getti, utilizzando lo strumento Fast Plasma Investigation per sviluppare una tecnica essenziale di interpolazione dei dati. Lo studio è stato pubblicato su Nature.

Nell’immagine artistica la Terra è circondata da un ambiente magnetico protettivo, la magnetosfera, mostrata in blu. Quando le particelle di vento solare fluiscono attorno alla magnetosfera si forma uno strato di confine altamente turbolento chiamato magnetoguaina, mostrato in giallo.

Credit: NASA’s Goddard Space Flight Center/Mary Pat Hrybyk-Keith

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