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Mancava all’appello circa metà della materia

Nicastro aveva intercettato i nascondigli della massa mancante già nel 2005, quando lavorava negli Stati Uniti, presso il Centro di Astrofisica Harvard-Smithsonian di Cambridge. Finora di questa materia ordinaria, fatta di particelle chiamate barioni, si conservava soltanto il lontanissimo ricordo trasportato dalla radiazione cosmica di fondo, una sorta di eco del Big Bang. Dopo i primissimi miliardi di anni dell'universo, però, mancava all'appello circa la metà della materia che costituisce stelle, pianeti e qualsiasi altro oggetto che possiamo vedere. Soltanto adesso i dati del telescopio europeo a raggi X, Xmm-Newton, indicano che la massa mancante si nasconde nei filamenti cosmici formati soprattutto da idrogeno ionizzato, molto deboli e difficili da osservare.

La radiografia dettagliata del telescopio

Dal 2015 al 2017 il telescopio spaziale è stato puntato sulla stessa porzione del cielo osservata nel 2005. Combinando queste osservazioni con altre fatte in precedenza si è ottenuta una sorta di "radiografia" dettagliata del materiale. Questo ha permesso di scoprire una serie di deboli righe di assorbimento dovute alla presenza di enormi quantità di barioni nascosti nel materiale caldo e gassoso che si estende anche per milioni di anni luce tra una galassia e l'altra

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