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Giove si trovava insomma ai margini del campo visivo che i ricercatori stavano scandagliando grazie al telescopio Blanco (sul Cerro Totolo, in Cile).

Ed ecco che fanno capolino 12 nuovi oggetti mai individuati prima. La presenza delle lune di Giove è stata poi confermata dagli osservatori di Las Campanas (Cile), dal Lowell Observatory (Arizona, Usa), e infine dai telescopi hawaiani Subaru, Gemini e quello dell’Università delle Hawaii.

Le nuove lune

Sebbene siano state avvistate più di un anno fa, c’è voluto finora per classificare i nuovi satelliti gioviani e misurare i parametri orbitali, potendo così avanzare alcune ipotesi sulla loro nascita.

Nove delle lune appena scoperte fanno parte di uno sciame esterno posto su orbite retrograde (hanno cioè una direzione di moto opposta a quella di Giove) e impiegano circa due anni a compiere una rivoluzione intorno al gigante gassoso. Sono divise in almeno tre gruppi orbitali, e i ricercatori ritengono che possano essere ciò che resta di tre corpi più grandi che si sono spaccati in seguito a collisioni con asteroidi, comete o altre lune.

Altri due dei nuovi satelliti si trovano invece su orbite prograde (con la stessa direzione di Giove) più interne e impiegano meno di un anno a compiere una rivoluzione intorno al pianeta. Hanno parametri orbitali simili tra loro e per questo gli esperti hanno ipotizzato che possano essere nati dalla frattura di una luna originaria più grande.

Valetudo, la piccola luna strana

All’appello manca un’ultima luna, quella che più di tutte ha stupito i ricercatori. L’hanno chiamata Valetudo, dal nome della dea romana della salute e dell’igiene, pronipote di Giove.

Come le sorelle, anche Valetudo potrebbe essersi originata da una luna prograda più grande, poi andata in frantumi, ma le sue caratteristiche sono davvero atipiche per gli esperti. “È un oggetto veramente bizzarro, con un’orbita come nessun’altra luna gioviana nota”, racconta Sheppard. “Probabilmente è anche la luna più piccola di Giove, con meno di un chilometro di diametro”. La stranezza di Valetudo è riferita al fatto che di tutte le lune prograde è quella con l’orbita più distante e più inclinata: impiega un anno e mezzo per compiere una rivoluzione intorno a Giove attraversando le orbite delle lune retrograde esterne. Ciò rende molto più probabili gli scontri tra questi oggetti celesti che si muovono in direzioni opposte. “È una situazione instabile”, spiega Sheppard. “Le collisioni frontali distruggono rapidamente le lune, riducendole in polvere”.

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