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Il quasar ha una massa stimata pari a 20 miliardi di volte quella del nostro Sole e cresce a un ritmo impressionante: circa dell’1 per cento ogni milione di anni (pochissimo, in termini astronomici). A conti fatti – spiegano i ricercatori dell’ANU – è come se divorasse ogni due giorni una quantità di materia pari alla massa del Sole. Risucchia qualsiasi cosa nelle vicinanze: polveri interstellari, gas, detriti di altri corpi celesti, sfruttando la sua forte attrazione gravitazionale. Altri quasar simili a questo erano già stati osservati in passato, ma dai calcoli fatti finora questo risulta essere quello con i ritmi di accrescimento più alti mai registrati.

Chiamato QSO SMSS J215728.21-360215.1 (J2157-3602 per gli amici), il quasar è estremamente luminoso, migliaia di volte più di una intera galassia. In generale, i quasar sono tra gli oggetti più luminosi: i buchi neri al loro interno non emettono luce, ma i gas e il materiale interstellare che viene risucchiato ad altissima velocità si illumina, a causa dell’attrito che li porta a scaldarsi enormemente. L’attività senza sosta del buco nero porta anche alla produzione di luce ultravioletta e raggi-x, che stanno rendendo completamente sterile la galassia che ha intorno (i buchi neri supermassicci sono ricorrenti al centro delle galassie).

Christian Wolf, uno degli autori dello studio su J2157-3602 ha spiegato che: “Se avessimo questo mostro al centro della nostra galassia, la Via Lattea, ci apparirebbe dieci volte più luminoso di una Luna piena. Brillerebbe al punto da rendere invisibili tutte le altre stelle in cielo”. Wolf ha anche spiegato che la sua presenza “renderebbe probabilmente la vita impossibile sulla Terra a causa delle enormi quantità di raggi-x che produce”.

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