Fisicapertutti
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Il buco nero che cresce velocemente

(Divora l'equivalente di un nostro sole ogni due giorni)

buco neroÈ stato scoperto da un gruppo di astronomi dell’Università nazionale dell’Australia e il suo studio potrà aiutarci a capire i processi che portarono l’Universo a formarsi ed evolversi in ciò che vediamo oggi.

La scoperta è stata resa possibile analizzando i dati forniti dai satelliti Gaia (dell’Agenzia Spaziale Europea) e WISE (della NASA), insieme alle osservazioni effettuate dall’Osservatorio di Siding Spring nel New South Wales. I ricercatori non hanno osservato direttamente il buco nero, ma i suoi effetti sull’ambiente circostante con l’emissione di grande quantità di radiazioni, fenomeno noto come quasar. Osservare un oggetto così distante è un po’ come viaggiare nel tempo: poiché la luce impiega da quel punto 12 miliardi di anni per arrivare a noi, significa che stiamo osservando eventi avvenuti miliardi di anni fa, non molto dopo la formazione dell’Universo con l’evento scatenante del Big Bang (intorno a 13,8 miliardi di anni fa).

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Nuove frontiere del silicio

I moduli fotovoltaici triplica la resa

Idea pannelliSono frutto della ricerca made in Italy i moduli fotovoltaici che promettono di triplicare la resa energetica in termini di produzione di elettricità rispetto alle soluzioni attualmente sul mercato. A metterle a punto, per il momento sotto forma di concept da laboratorio, un team di ricercatori dell'Università di Ferrara e dell'Istituto Nazionale per la fisica della materia del Cnr.

I ricercatori, impegnati sul progetto da circa dieci anni, e sostenuti dall'azienda padovana Dichroic Cell (che ha fornito le strumentazioni), hanno ideato un modulo composto di tre celle fotovoltaiche ciascuna a base di un diverso materiale. Gli ingredienti della ricetta sono silicio, arsenuro di gallio e fosforo di indio e gallio. Il tutto mixato con nanoparticelle di germanio, materiale molto costoso e scarsamente reperibile in natura considerato fra i migliori "conduttori" di raggi solari.

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Anticipato l’avvio del super acceleratore Lhc

Cern Ginevra

CernRisveglio 'sprint' per il più grande acceleratore di particelle del mondo: dopo la pausa tecnica invernale e i test di inizio aprile, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra ha ricominciato a lavorare, aprendo con qualche giorno di anticipo la stagione 2018. A inaugurarla è stato il lancio di 1.200 'pacchetti' di protoni, immessi nell'anello dell'acceleratore il 28 aprile per ottenere le prime collisioni dell'anno.

Così i quattro grandi esperimenti dell'acceleratore Lhc, Alice, Atlas, Cms e Lhcb hanno ricominciato a raccogliere dati, che saranno usati per mettere alla prova la teoria di riferimento della fisica delle particelle, il Modello Standard, alla ricerca di fenomeni inediti che potrebbero aprire la strada ad una 'nuova fisica'.

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