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Scoperti tre nuovi pianeti a 330 anni luce dalla Terra

stella neonata

Due team di ricerca internazionali, grazie al radiotelescopio Alma e avvalendosi di una tecnica innovativa, sono riusciti a scorgere nella Via Lattea un trio di corpi celesti attorno alla stella 'bambina' HD 163296

Scoperti i pianeti più giovani della Via Lattea. L’individuazione di questi corpi celesti - tre in tutto - è merito di due team di ricerca internazionali che, avvalendosi di una tecnica innovativa, sono riusciti a scorgere un trio di pianeti attorno alla stella 'bambina' HD 163296. Per riuscire in questa impresa hanno utilizzato il radiotelescopio Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (Alma), che gli ha permesso di osservare una porzione di Via Lattea a circa 330 anni luce dalla Terra in direzione della costellazione del Sagittario.

Una massa simile a quella di Giove

I due studi che certificano la scoperta sono stati pubblicati sulla rivista The Astrophysical Journal Letters. Il primo, che ha identificato due pianeti a circa 12 e 21 miliardi di chilometri dalla stella, è stato condotto da un team di ricerca guidato da Richard Teague dell’Università americana del Michigan. Il secondo invece è stato pubblicato da un gruppo di ricercatori che fa capo a Christophe Pinte dell’Università

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Nuovo evento magnetico attorno alla terra

Evento magnetico

Lo spazio che circonda la Terra, anche se può apparire tranquillo ai nostri occhi, è ricco di segreti nascosti e processi invisibili. Grazie alla sonda Magnetospheric Multiscale spacecraft, MMS, della NASA, gli scienziati hanno scoperto un nuovo tipo di riconnessione magnetica, che avviene in una regione estremamente turbolenta, creando getti di elettroni ad alta velocità.

La riconnessione magnetica è uno dei processi più importanti che avvengono nello spazio ricco di particelle cariche note come plasma: dissipa energia magnetica e avviene quando le complesse linee di campo magnetico si spezzano, rilasciando nello spazio atomi ionizzati ad alta velocità. Ora gli scienziati hanno scoperto nel plasma turbolento un tipo di riconnessione che non è stata mai osservata prima. La scoperta aiuterà gli scienziati a comprendere il ruolo della riconnessione magnetica nel riscaldare la corona solare e nell’accelerare il vento solare. Poiché la riconnessione magnetica è un fenomeno frequente nel cosmo, quello che apprendiamo relativamente alla Terra può fornire informazioni importanti su processi che avvengono in regioni più remote.

Quando il vento solare impatta sul campo magnetico protettivo della Terra, l’onda d’urto genera fenomeni turbolenti che avvolgono il pianeta e si estendono per centinaia di migliaia di chilometri nello spazio. La riconnessione magnetica è stata osservata innumerevoli volte nella magnetosfera terrestre, ma di solito in condizioni relativamente tranquille. L’evento appena individuato dalla sonda MMS avviene invece in una regione chiamata magnetoguaina, situata al di fuori del confine esterno della magnetosfera, in cui il vento solare è estremamente turbolento.

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Il cielo è sempre più blu sull’esopianeta WASP-127b

WASP 127b esopianeta

WASP-127b è un esopianeta molto originale. È uno dei pianeti meno densi mai avvistati ed è ricco di una molteplicità di metalli; non se ne trova uno così tra migliaia osservati. Tenuto d’occhio dal team di studiosi dell’Università di Cambridge e dell’Istituto di Astrofisica delle Canarie, IAC, in Spagna, le peculiarità di WASP-127b, un gigante gassoso con cieli parzialmente limpidi e forti tracce di metalli nell’atmosfera, sono finite in una ricerca su Astronomy & Astrophysics.

Ha un raggio 1,4 volte più esteso di quello di Giove ma ha il 20% della sua massa, orbita in poco più di 4 giorni intorno alla sua stella, ha una temperatura di 1127° C, ma la vera particolarità di WASP-127b è la sua atmosfera: per la prima volta è stata evidenziata la consistente presenza di metalli alcalini come sodio, potassio e litio, contemporaneamente. Un’atmosfera limpida, secondo gli studiosi, con cieli tersi al 50% circa, grazie alla forte concentrazione di sodio e potassio. “Le peculiari caratteristiche di questo pianeta ci consentono di approfondire la sua composita atmosfera” spiega Guo Chen, dello IAC, primo firmatario dello studio “la presenza del litio è fondamentale per comprendere l’evoluzione del sistema planetario e getterà luce sui meccanismi di formazione del pianeta”.

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Premi SIF

 

La Società Italiana di Fisica bandisce per l'anno 2018 i seguenti premi internazionali:

 

 PREMIO "ENRICO FERMI" - 30.000,00 Euro

Il premio è stato istituito in occasione del centenario della nascita di Enrico Fermi ed è attribuito con cadenza annuale a uno o più Soci che abbiano particolarmente onorato la fisica con le loro scoperte. Una commissione di esperti nominati dalla SIF, dal CNR, dall'INAF, dall'INFN, dall'INGV, dall'INRIM e dal Centro Fermi (Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche "Enrico Fermi"), sceglie il o i vincitori tra una rosa di candidati e trasmette il suo giudizio al Consiglio di Presidenza della SIF per l'approvazione finale.
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PREMIO "GIUSEPPE OCCHIALINI" - 3.000,00 Euro
Per onorare la memoria di Giuseppe Occhialini, la Società Italiana di Fisica (SIF), insieme all’Institute of Physics (IOP), bandisce un premio per un fisico operante principalmente in Italia in riconoscimento di risultati rilevanti del suo lavoro di ricerca in Fisica negli ultimi 10 anni.
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PREMIO "FRIEDEL VOLTERRA" - 3.000,00 Euro
Per  onorare  la  memoria  di  Vito  Volterra  e  Jacques  Friedel,  la  Società  Italiana  di  Fisica  (SIF), insieme  alla  Société  Française  de  Physique  (SFP),  bandisce  un  premio per un fisico attivo nella collaborazione italo-francese, in riconoscimento di risultati rilevanti del suo lavoro di ricerca in Fisica negli ultimi 10 anni
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